venerdì 28 marzo 2008

Il primo giorno dopo le vacanze è sempre un trauma, non credo solo per gli alunni. Lo so per esperienza, ma ancora non riesco ad abituarmici. Ho iniziato la giornata litigando con la fotocopiatrice supertecnologica: alle sette e quaranta stavo già tentando di convincerla che il mio codice personale era corretto e non "sconosciuto" come continuava a ripertermi. Ancora non so come sono riuscita a fotocopiare le verifiche per le classi delle prime due ore, so solo che improvvisamente si è animata è ha iniziato a sfornare copie.
In terza mancavano otto alunni su 25, detesto quando sono assenti per le verifiche, significa fargliele recuperare e anche se sembra un'operazione facilissima, in realtà è assolutamente il contrario.
Primo devi preparare una verifica simile per difficoltà, ma ovviamente diversa, secondo devi trovare il giorno in cui tutti gli assenti sono presenti (cosa ancora più difficile, soprattutto se hai lezione alla prima ora, c'è sempre qualcuno che è in ritardo).
Di solito, cerco di risolvere il problema programmando quattro verifiche al posto di tre: è vero è un pò di lavoro in più ma se ho fortuna, tutti riescono a svolgerne almeno tre e mi tolgo il problema di quelle di recupero.
Sfortunatamente, ultimamente neanche questo funziona più: incredibile ma vero, ci sono alunni che riescono a essere assenti per due verifiche su quattro!

martedì 25 marzo 2008

ME TOO APPUNTO

Anch'io come tanti. Ho approfittato delle vacanze di Pasqua per decidermi, finalmente ad aprire un blog. L'idea mi girava nella mente da tempo, ma c'era sempre qualcosa che mi fermava. Bene, ora non più. Come ho letto, i blog si aprono e chiudono con una facilità incredibile. Niente mi vieta di chiuderlo tra poco, l'importante credo sia iniziare.
Mi piace scrivere, ma soprattutto credo che scrivere sia come una catarsi, un prendere le distanze e acquisire una nuova prospettiva rispetto a quello che ci circonda, a quello che ogni giorno ci accade.
Sono una prof, precaria da una vita, con la prospettiva di restarlo ancora per un pò, visto il panorama politico che ci circonda. Ma il mio lavoro mi piace molto, nonostante sia sempre più difficile; è comunque un lavoro che ti permette di vivere soprattutto rapporti umani, con talmente tante persone, che non è possibile non esserne comunque arricchiti. Certo, a volte mi piacerebbe che i miei alunni imparassero anche la disciplina che insegno, ma come ho imparato sulla mia pelle, non si puà avere tutto dalla vita.
Mentirei se dicessi che ho imparato l'arte di accontentarmi, ma posso senz'altro dire che ho raggiunto un compromesso: sono in grado di apprezzare le sfumature. Non male, no?