Leggo l'articolo di Bruno Vespa su Panorama
e non posso fare a meno di puntualizzare:
-da quanto si legge sui giornali, di fatto, gli ammessi agli esami non sono più dello scorso anno, ma di meno, o forse il riferimento era solo per il Vittorio Veneto di Milano. I docenti non sono contrari a un maggior rigore, tutt’altro, nella scuola che vorremmo dovrebbero esserci i tempi e i modi per insegnare in maniera adeguata. Non mi sembra che una riforma che prevede classi di 30 alunni e un consistente taglio di ore favorirà una scuola migliore. (Le ore di 60 minuti di fatto fanno sì che il bilancio del tempo scuola non sia decisamente in rosso, ma la riforma non tiene conto del fatto che il tempo di concentrazione degli adolescenti e ben al di sotto dei 60 minuti)
Anche se non sappiamo se “ a fine legislatura tra tre anni, il ministro dell’Istruzione sarà riuscito a rivoluzionare la scuola” sappiamo per certo che sarà riuscito a toglierle risorse e quindi a impoverirla. Non credo sia solo una questione di “abbattere incrostazioni storiche” che pur ci possono essere. Come possiamo credere e non “mugugnare” contro una riforma nella quale sembra che nemmeno il Ministro creda? Se ci credesse davvero non pensa che, alla data odierna (16 giugno2010), le linee guida pubblicate dal suo ministero sarebbero quanto meno “definitive” e non “provvisorie” come il Ministro stesso le definisce? A settembre le classi partiranno con il nuovo ordinamento, e il Ministro pensa forse di pubblicare le linee guida in contemporanea?
Fa piacere sapere che il Ministro vorrebbe avere un largo consenso, peccato che il consenso di solito si debba guadagnare: i docenti, per quanto fannulloni, opportunisti ed assenteisti, sanno esattamente quali sono i bisogni della scuola italiana, visto che la vivono giorno per giorno. Forse il ministro non sa che le aule delle scuole italiane sono nate per contenere un preciso numero di alunni, non sa che le scuole non sono una realtà virtuale dove pareti e spazi possono essere spostati e modificati. E ancora, semplicemente fa finta di non sapere quale possa essere il rendimento di una classe di 30 alunni. Così, ci troviamo a mandare all’Università come lei sottolinea “studenti che anche dopo la laurea dovranno scontrarsi con la sintassi e la grammatica, non certo perché ci piace promuovere tutto il mondo, ma solo perché questo è il materiale umano su cui dobbiamo lavorare, e spesso ci mancano i tempi, i modi e le risorse per farlo.
I docenti che vanno in cattedra non smettono di studiare come afferma Ernesto Galli Della Loggia: da quando insegno ho frequentato corsi per imparare a usare il computer, a conoscere internet, a erogare corsi su piattaforme on line, a utilizzare la lavagna multimediale, a relazionarmi nel modo corretto con alunni e genitori, a dover operare con alunni disabili, a conoscere e capire la dislessia . Le sembra poco? Crede che un qualsiasi altro laureato che lavora in un’azienda abbia imparato di più? Non ne sono così sicura.
Per quanto riguarda l’importanza di sottoporre i docenti a “verifiche”, per favore smettiamo di parlarne e facciamolo una volta per tutte. Crede che sia un problema? Noi veniamo valutati tutti i giorni, dagli alunni, dai genitori, dai dirigenti scolastici, persino dai colleghi, quindi dove sta il problema?
E infine “Il cancelliere Angela Merkel ha risparmiato scuola e ricerca” esattamente il contrario di quanto hafatto il Ministro Mariastella Gelmini, forse per noi è più importante “dimagrire oggi per diventare anoressici domani”.
Anche se non sappiamo se “ a fine legislatura tra tre anni, il ministro dell’Istruzione sarà riuscito a rivoluzionare la scuola” sappiamo per certo che sarà riuscito a toglierle risorse e quindi a impoverirla. Non credo sia solo una questione di “abbattere incrostazioni storiche” che pur ci possono essere. Come possiamo credere e non “mugugnare” contro una riforma nella quale sembra che nemmeno il Ministro creda? Se ci credesse davvero non pensa che, alla data odierna (16 giugno2010), le linee guida pubblicate dal suo ministero sarebbero quanto meno “definitive” e non “provvisorie” come il Ministro stesso le definisce? A settembre le classi partiranno con il nuovo ordinamento, e il Ministro pensa forse di pubblicare le linee guida in contemporanea?
Fa piacere sapere che il Ministro vorrebbe avere un largo consenso, peccato che il consenso di solito si debba guadagnare: i docenti, per quanto fannulloni, opportunisti ed assenteisti, sanno esattamente quali sono i bisogni della scuola italiana, visto che la vivono giorno per giorno. Forse il ministro non sa che le aule delle scuole italiane sono nate per contenere un preciso numero di alunni, non sa che le scuole non sono una realtà virtuale dove pareti e spazi possono essere spostati e modificati. E ancora, semplicemente fa finta di non sapere quale possa essere il rendimento di una classe di 30 alunni. Così, ci troviamo a mandare all’Università come lei sottolinea “studenti che anche dopo la laurea dovranno scontrarsi con la sintassi e la grammatica, non certo perché ci piace promuovere tutto il mondo, ma solo perché questo è il materiale umano su cui dobbiamo lavorare, e spesso ci mancano i tempi, i modi e le risorse per farlo.
I docenti che vanno in cattedra non smettono di studiare come afferma Ernesto Galli Della Loggia: da quando insegno ho frequentato corsi per imparare a usare il computer, a conoscere internet, a erogare corsi su piattaforme on line, a utilizzare la lavagna multimediale, a relazionarmi nel modo corretto con alunni e genitori, a dover operare con alunni disabili, a conoscere e capire la dislessia . Le sembra poco? Crede che un qualsiasi altro laureato che lavora in un’azienda abbia imparato di più? Non ne sono così sicura.
Per quanto riguarda l’importanza di sottoporre i docenti a “verifiche”, per favore smettiamo di parlarne e facciamolo una volta per tutte. Crede che sia un problema? Noi veniamo valutati tutti i giorni, dagli alunni, dai genitori, dai dirigenti scolastici, persino dai colleghi, quindi dove sta il problema?
E infine “Il cancelliere Angela Merkel ha risparmiato scuola e ricerca” esattamente il contrario di quanto hafatto il Ministro Mariastella Gelmini, forse per noi è più importante “dimagrire oggi per diventare anoressici domani”.

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