Analizzando i numeri relativi al contingente delle immissioni in ruolo autorizzate dal ministero per il prossimo anno scolastico http://www.istruzioneliguria.it/images/stories/Comunicazioni/2010/ago-set10/co-cs-gen-disponibilit_e_contingente_docenti_e_ped_09ago10.xls è chiaro e palese che, per il secondo anno consecutivo, il ministero ha scelto di "favorire" i docenti di sostegno. Lo scorso anno per Milano e provincia erano stati assunti 260 docenti comuni (110 infanzia, 83 primaria, 34 media inferiore e 33 media superiore) e ben 269 docenti di sostegno. Quest'anno i numeri sono molto simili: a fronte di 367 docenti comuni (119 infanzia, 119 primaria, 83 media inferiore e 46 media superiore) saranno assunti ben 318 docenti di sostegno.
Per quanto riguarda il contingente autorizzato per il 2010-2011, sempre per Milano e provincia, si nota inoltre che il ministero ha autorizzato assunzioni pari al 30% sui posti disponibili per la scuola dell'infanzia (393 cattedre, 119 immissioni in ruolo), al 12% per la scuola primaria (941 cattedre, 119 immissioni in ruolo), al 10% per la media inferiore (496 cattedre, 93 immissioni in ruolo), al 9% per la media superiore (294 cattedre, 46 immissioni in ruolo) e al 50% per il sostegno ( 643 cattedre, 318 immissioni in ruolo).
Difficile dare una lettura di questi dati....forse il Ministro ha trovato il modo di tacitare l'opinione pubblica: tutti parlano di tagli, di fatto si assumono 10,000 docenti (di cui 5000 di sostegno probabilmente perché non saranno perdenti posto nei prossimi anni causa riforma), e ovviamente non si parla del fatto che le assunzioni autorizzate non coprono neppure il 50% del turnover.
Ma il risultato non cambia: se a Milano e provincia ci sono 2767 cattedre disponibili e il Ministero autorizza 695 assunzioni, significa che assume solo sul 25% dei posti, e che lascia il 75% per cento delle cattedre alle supplenze. Questi sono i dati relativi a Milano e non sono diversi da quelli delle altre città.
Non sarebbe male che l'opinione pubblica conoscesse questi dati, sapesse che il docente "supplente" di fatto rappresenta un notevole risparmio per lo stato (non viene pagato nei mesi estivi, se il contratto scade il 30 giugno; lavora sempre a stipendio base, in quanto gli scatti di anzianità non vengono calcolati; riceve una tredicesima calcolata su dieci mesi, ecc). Poco importa se a rimetterci sono gli alunni che cambiano insegnante ogni anno, poco importa se la continuità didattica diventa sempre più una chimera, poco importa se la qualità della scuola ne risente: l'importante è sbandierare ai quattro venti che la scuola è stata rinnovata da una "riforma epocale".
Ma come può una scuola essere di qualità se oltre a ridurre il numero dei docenti e aumentare il numero degli alunni per classe, cerca pure di risparmiare destinando un numero così elevato di cattedre ai supplenti?

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