martedì 16 febbraio 2010

NUOVE REGOLE RECLUTAMENTO






Leggo sul Messaggero di ieri che il ministro Gelmini ha già pronto un decreto sul nuovo reclutamento scolastico. Prima la riforma, e ora, mi sembra giusto anche questo. Di fatto non si capisce se preveda un periodo di transizione, e più importante, cosa pensi di fare con quelli che come me insegnano da una vita, hanno vinto concorsi, ma ancora non hanno una cattedra. Da una parte mi rifiuto di pensare che davvero creda di poterci cancellare con un colpo di spugna, dall'altra so perfettamente che, quando ha deciso una cosa, va avanti come un carro-armato e non guarda in faccia nessuno. 
Non che non sia giusto pensare a una forma diversa di reclutamento, le graduatorie attuali hanno mostrato di non essere la forma migliore, ma.......mi auguro non pensi di chiederci di frequentare altri corsi specialistici e soprattutto di farci rientrare nel canale del tirocinio non retribuito, visto che tanti di noi entrano in classe da anni, e forse hanno già fatto il loro "tirocinio". 
Mi chiedo comunque perchè il tirocinio non debba essere retribuito. Per adeguarsi alle aziende che impiegano neolaureati per stage di 6 mesi  o più,s pesso senza nemmeno il rimborso spese?  O semplicemente perchè la riforma (che non è stata fatta per risparmiare, ben inteso) non ha creato risparmi sufficienti?

giovedì 11 febbraio 2010

IL MINISTRO BRUNETTA E LA QUALITA' DEI DOCENTI

E'  stato veramente  un piacere ascoltare il Ministro Brunetta,  intervistato dalla mia radio preferita, e sentirlo affermare che: "i docenti italiani dimostrano poca cultura, non hanno avuto una formazione adeguata, non sono stati selezionati, non hanno una qualificata professionalità e non sono neanche aggiornati". 
Mi chiedo se la stessa radio mi darebbe voce per sottolinare che i ministri italiani invece peccano di superficialità estrema. Possibile che un Ministro, uomo di cultura e di potere, si limiti a fare di un'erba un fascio, possibile che parli per luoghi comuni, che continui nonostante tutto a sparare a zero sugli insegnanti. Forse il Ministro Brunetta non sa che per diventare insegnanti è necessaria una laurea,  forse pensa che tutti noi ci siamo laureati comprando esame dopo esame, finge di ignorare che per abilitarsi all'insegnamento è necessario superare un esame, e nuovamente forse ritiene che i concorsi, che tanti di noi hanno superato, siano stati un semplice pro-forma. 
Sono un'insegnate e nonostante tutto non mi vergogno di esserlo, faccio il mio lavoro con professionalità, il ministro è libero di crederlo o meno,  e guarda caso mi "aggiorno" perchè se non lo facessi sarei lontana dai miei studenti anni luce. Ma prima di tutto, cerco di essere coerente, per fare in modo che il mio modo di essere sia un esempio che i miei studenti possano seguire. La scuola sarà un disastro, ma che dire della nostra classe politica, senza distinzione di colore ovviamente: ministri che si insultano durante le sedute del governo, ministri che non perdono occasione per mettere in luce i lati negativi degli avversari, ministri che in quanto a cultura non sembrano brillare, ministri che, ancora oggi nel 2010,  hanno bisogno dell'interprete per partecipare a riunioni internazionali. 
Credo che se sostituissimo a "docenti italiani" le parole "ministri italiani" il paragrafo non farebbe una grinza. Chissà se il Ministro Brunetta ci ha pensato.

lunedì 8 febbraio 2010


Il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato la riforma. Resta ancora qualche lato oscuro, che speriamo venga chiarito presto. Ma.... leggendo i quadri orari, alcuni dei quali sono rimasti esattamente come nelle prime bozze, è impossibile non chiedersi se davvero questa riforma renderà la nostra scuola all'altezza delle scuole Europee. Mi faccio un esame di coscienza, e nella consapevolezza che i cambiamenti sono sempre difficili, cerco di trovare qualche lato positivo... Ma anche questo è tremendamente difficile.
Penso ai miei alunni, la maggior parte di loro occupa il pomeriggio con la play-station, o nel migliore dei casi facendo attività sportiva; dedicano allo studio individuale una piccolissima parte del loro tempo-casa: posso tranquillamente affermare che il tempo dedicato all'apprendimento è quello passato a scuola. Ciò nonostante il tempo scuola è stato diminuito (si è vero, le ore saranno di sessanta minuti, non di cinquanta o cinquantacinque, ma non credo che cinque o dieci minuti in più renderanno più incisive le nostre lezioni).
Penso al numero degli studenti nelle classi, numero destinato ad aumentare; è vero che quando andavo al liceo (nei lontanissimi anni 70) il numero degli alunni era più o meno questo, ma quanto eravamo diversi dai ragazzi di oggi? Diversi non necessariamente migliori.
Penso all'inserimento di una materia in lingua inglese all'ultimo anno dei licei. Bellissima iniziativa. Insegno inglese e non potrei non apprezzare, ma..... chi insegnerà questa materia? I docenti di inglese? Sinceramente, cosa ne sappiamo noi di biologia, di chimica di fisica? Certo quello che abbiamo imparato al liceo, che non credo sia sufficiente per insegnare. I docenti della materia? Sicuramente sapranno l'inglese, soprattutto i più giovani, ma davvero saranno in grado di tenere le lezioni in lingua?
I cambiamenti non mi spaventano, mi terrorizza invece la superficialità con cui certi cambiamenti vengono proposti

martedì 2 febbraio 2010

Aspettando la riforma

Nell'attesa di capire cosa succederà alla scuola superiore, navigo tra i siti istituzionali e non..pur apprezzando l'ironia dei forumisti che commentano sulla pagina indire per la riforma del liceo scientifico, , trovo veramente deprimente l'assordante silenzio della "cabina di regia" che dovrebbe, quantomeno, dare qualche spiegazione.
-53 giorni alla fine delle iscrizioni.....