lunedì 20 settembre 2010

L'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DELLA LOMBARDIA DICHIARA:


Leggo il comunicato stampa dell'Ufficio Scolastisco Regionale della Lombardia e pur trovandomi in accordo con qualche passaggio, non posso fare a meno di sottolinare quanto segue:
- Le sedi provinciali hanno proceduto ad assegnare tutti gli incarichi di docenza, compresi quelli di supplenza, prima dell’inizio delle lezioni.   
Mi risulta che a Milano le nomine più recenti abbiano avuto luogo il 16 settembre, secondo il calendario pubblicato dall'Ufficio Scolastico Provinciale, le cattedre assegnate in tale data non erano proprio un paio, certo forse non molte in percentuale, ma pur sempre tante.
-E’ strumentale la polemica sulle classi che presentano numerosità eccessiva: le classi con alunni superiori a quanto previsto dalla norma sono una dozzina su 52.000 classi totali. Si precisa che l’Ufficio Scolastico Regionale ha fornito in tempo utile ai dirigenti delle scuole le necessarie istruzioni in merito ai criteri di accettazione delle iscrizioni e alle conseguenze di eventuali inadempimenti o deroghe. 
Non sono certa che la polemica sulle classe numerose sia strumentale: probabilmente le polemiche non si basano sulle classi con un numero di alunni superiore a quanto previsto dalla norma, ma si riferiscono alla norma stessa; volutamente il comnicato stampa non indica il numero "previsto" (non meno di 27 e non è ben chiaro non più di quanti). E' vero che l'Ufficio in questione ha formnito norme e istruzioni relativamente all'accettazione di iscrizioni, infatti in tante scuole alunni non promossi a settembre si sono visti rifiutare la possibilità di iscriversi nuovamente, proprio grazie alle possibili "conseguenze di eventuali adempimenti".  
Mi sembra di capire che, quindi, nella nuova scuola del Ministro Gelmini, se per caso  si perde un anno, è lecito e normale che ci ritrovi a dover cambiare scuola, questo solo perchè le classi sono talmente piene  che un'iscrizione forzatamente tardiva diventa impossibile. E se le classi sono strapiene in tutte le scuole? Cosa potrà fare l'alunno che non è stato promosso? Trasferirsi  ovunque accettino la sua iscrizione?   Prendersi un anno sabbatico? Abbandonare gli studi? (alla faccia della lotta alla dispersione). Certo, lo studente poteva pensarci prima, studiare di più, impegnarsi al meglio, ma se non l'ha fatto, il dover ripetere non è già una punizione sufficiente? Deve anche essere penalizzato sulla scelta della scuola?
Sono sicura che l'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia abbia fatto del suo meglio per affrontare l'arduo compito delle nomine, in un anno scolastico  comunque nato all'insegna dei ritardi. Per quanto riguarda Milano forse si poteva fare meglio, soprattutto riguardo alla "metodologia di comunicazione"; forse non ci sono state cattedre "fantasma" come qualcuno ha pensato di insinuare, ma obiettivamente i documenti indicanti le disponibilità delle cattedre, pubblicati ufficialmente sul sito dell'USP di Milano, contenevano davvero molti errori. 
Errare è umano e pertanto accettabile. Credo sia invece pretestuoso accampare scuse e definire strumentale qualsiasi tipo di protesta.

domenica 19 settembre 2010

GELMINI: I PRECARI NON SONO RESPONSABILTA' DI QUESTO GOVERNO


Al convegno del PDL del Veneto il nostro Ministro ha ribadito il concetto che il problema del precariato risale agli anni 80 e di conseguenza non è responsabiltà del governo attuale. Insiste nel pensare che la gente non sia in grado di pensare e soprattutto di non fare due più due...... Mi sembra ovvio che se anzichè assumere, questo governo si limita a tagliare, e a tagliare alla grande, il numero dei precari sia di conseguenza in aumento. Quindi, forse il precariato non è stato creato da questo governo, ma sicuramente questo governo no ha fatto NULLA per favorire l'occupazione, soprattutto nel settore della scuola, anzi ha fatto esattamente il contrario. Nessuno mette in dubbio che la crisi economica abbia un'influenza negativa in ogni settore lavorativo ma è palese che  la scuola del Ministro Gelmini risulti la peggiore degli ultimi anni. 
Continuo a leggere che il rapporto alunni/docenti  è pari a 1 a 10, vorrei capire come si arrivi a questo risultato visto che nelle classi della mia scuola gli studenti variano da 27 a 34; forse insegno nella scuola sbagliata?  So che il conto viene fatto calcolando anche i docenti di sostegno, che in effetti dovrebbero essere considerati a parte. Ma il Ministro crede davvero che tutti si bevano le sue favolette? 
Capisco che non sia in grado di ribadire, di argomentare, anche perché negare l'evidenza non è compito facile, ma forse tacere sarebbe una soluzione migliore.

venerdì 10 settembre 2010

LA GELMINI PRESENTA IL NUOVO SISTEMA DI RECLUTAMENTO


Il Ministro non perde tempo, e dopo aver presenziato ieri a Milano all'inaugurazine della fondazione intitolata a Mike Buongiorno e dopo aver ovviamente by-passato le domane sui precari e sui tagli con un secco "di questo oggi non parlo", - e quando mai ne parla?-, oggi nella sua conferenza stampa ha illustrato i prossimi step per il reclutamento.  
Dopo aver definito i precari una "piaga sociale" afferma, ottimisticamente, che i 220 mila precari saranno assorbiti in 6-7 anni grazie ai pensionamenti. Il dubbio è che il Ministro non sappia far di conto: per assorbire i 220 mila precari in 7 anni sarebbero necessarie assunzioni in ruolo di 31,500 DOCENTI  all'anno. Negli ultimi anni le assunzioni sono state di 8,000/10,000 docenti all'anno a fronte di pensionamenti di consistenza pari al triplo. 
Difficile credere al Ministro, la sua affermazione sembra più un tentativo di calmare le acque, agitate non solo a causa delle difficoltà della  scuola, ma certamente anche a causa della situazione del nostro governo in genere. 
Non penso che nessuno di noi ci creda, dopo anni di bugie reiterate ai quattro venti, sul tempo pieno che in realtà è un dopo-scuola, sulla razionalizzazione delle risorse che, di fatto, è una serie di tagli senza nessun senso (a questo proposito vorrei segnalare che il cosidetto potenziamento dell'inglese nelle scuole ha prodotto come risultato la riduzione di un ora di inglese su tre, nelle future quarte ITIS a indirizzo meccanico, in barba alle regole che non si sarebbero ridotte le ore inferiori/pari a tre settimanali, ma da qualche parte bisognava pur tagliare per passare da 36 a 30 ore).
Per quanto riguarda il nuovo sistema di reclutamento una cosa mi ha colpito in particolare: "Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado, ha proseguito il ministro, «sarà necessaria la laurea magistrale ad hoc completata da un anno di Tirocinio formativo attivo" non mi è chiaro se "ad hoc" significa, in questo contesto, che ci sarà una laurea magistrale per matematica, una per diritto, una per inglese ecc? Immagino di sì....Non ho comunque capito come l'anno di tirocinio possa partire da quest'anno: quali docenti saranno scelti per partecipare visto che le lauree magistrali per le secondarie non sono ancora state attivate? Misteri Gelminiani.

giovedì 9 settembre 2010

Brunetta sui precari



Ci si mette anche il Ministro Brunetta! Ci mancava, appunto. Dall'agenzia di stampa Adnkronos:
"Non sono 200mila, non sono precari ed e' troppo comodo leggere i titoli dei giornali e su quelli imbastire un discorso". Lo afferma il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, da Frascati nell'ambito della 'Summer School 2010' organizzata dalla fondazione Magna Charta. "Abbiamo un corpo insegnante forse tra i piu' pletorici generosi dei paesi industrializzati -afferma il ministro- le performance della scuola non sono le migliori, il livello di apprendimento dei nostri scolari non e' paragonabile a quello degli altri paesi. Il sistema costa tanto e rende poco. Non e' neanche vero che gli insegnanti sono pagati poco, perche' in altri paesi guadagnano di piu' perche' lavorano di piu'". 
E sì che avendo informatizzato la maggior parte della pubblica amministrazione dovrebbe sapere perfettamente quanti "precari" vengono assunti ogni anno per coprire le cattedre vacanti. 
Finge di non sapere che la maggior parte delle supplenze  non sono assegnate  per coprire le cattedre scoperte per "l'assenteismo" dei colleghi.  
Anche fare queste afffermazioni credo sia "troppo comodo". Ma si sa,  dire che i dipendenti della pubblica amministrazione sono dei "fannulloni" è il suo cavallo di battaglia..... anche lui, come la sua collega dell'Istruzione, dovrebbe aggiornare il repertorio, rischia di diventare decisamente noioso.

mercoledì 8 settembre 2010

Domani pomeriggio vado a scegliere la cattedra per il prossimo anno.....in ritardo rispetto agli altri anni, ma un pò c'era da aspettarselo. Ho appena controllato il sito dell'USP: le disponibilità delle cattedre su cui fare la scelta non sono ancora state pubblicate....spero entro stasera....il sito dell'USP si aggiorna negli orari più incredibili, in pausa pranzo, verso l'ora di cena, e qualche volta in tarda serata... è come se il sistema si beffasse di noi....hai aggiornato la pagina per tutta la giornata, quando non ci contavi più hai spento, ed ecco che ovviamente qualche news compare. Fortunatamente ognuno di noi ha tempi e modi diversi, quindi ti arriva subito un sms dell'amica o del collega, che ti informa dell'aggiornamento... Le nomine sono appena iniziate e il clima non è dei migliori...i presidi che fanno le nomine presso le scuole polo, affermano di "non avere alcuna responsabilità sui posti" ma di essere stufi della "Gazzara creata dai precari" - Corriere della Sera, 8-9-2010. Esprimono anche solidarietà ai dirigenti dell'USP. Certo quello di questi presidi è un lavoro ingrato, ma la situazione è estremamente difficile anche per chi deve scegliere. Le disponibilità sono spesso errate e non aggiornate, probabilmente il provveditorato lavora nel caos più totale, ma assegnare le cattedre non dovrebbe essere soltanto riempire buchi e seguire la logica del "una cattedra, quale che sia, te la do, quindi accontentati". C'è chi, vorrebbe tornare nella scuola dove ha passato gli ultimi anni, non tanto perché sia comoda, ma per avere e garantire una certa continuità. Si parla tanto di qualità della scuola, si sottolinea che si dovrebbe migliorare e poi non si fa nulla per farlo. Se ti impunti a volere quelle cattedra, che sai che c'è, ne hai le prove, ma che non compare nelle liste istituzionali, ti senti dire che fai "gazzarra", che esageri. I precari, per la loro situazione contingente hanno pochi diritti, ma vogliamo che non ne abbiano per nulla?
Domani vado a scegliere......non sono serena, le disponibilità per la mia classe di concorso sono ancora latitanti, non ho nessuna intenzione di creare problemi, ma nemmeno di lasciar perdere...... sarà una giornata lunghissima....

martedì 7 settembre 2010

PRECARI UGUALE INCOMPETENTI E INCAPACI

CORRIERE DELLA SERA - 7 SETTEMBRE 2010

Leggendo l’articolo di Attilio Oliva Presidente dell’Associazione TreLLLe, sul Corriere della Sera di oggi, 7 settembre 2010, viene da chiedersi dove il Dr Oliva abbia raccolto le informazioni di cui disquisisce. “ Chi sono i precari? Sono coloro che hanno effettuato supplenze con incarichi a tempo determinato, annuali o brevi, in possesso di un semplice titolo di studio, cioè senza aver superato un esame selettivo equivalente all’Esame di Stato per l’esercizio di certe professioni. Evidentemente “fare l’insegnante” non è considerata una professione importante e delicata come quella del medico e dell’avvocato”.
Possibile che il Dr Oliva ignori che per accedere alle Graduatorie ad Esaurimento è necessario avere un’abilitazione alla professione, ottenuta mediante Concorso per esami e titoli, corso abilitante o corso Universitario SISS, tutti percorsi che si concludono con un esame finale? O semplicemente gli fa più comodo ignorarlo, per raccontare la fiaba di una scuola, già raccontata dal nostro Ministro della Pubblica Istruzione dove l’incompetenza regna sovrana?
E “fare l’insegnante” è considerata una professione poco importante solo dai media, dalle varie associazioni come la Sua e probabilmente dal nostro governo, che si limita a dire che gli insegnanti “sono troppi”- certo lo stipendio di un insegnante non può essere paragonato a quello di un avvocato o di un medico (ma già, il budget totale del ministero è tutto “consumato” dagli stipendi ai docenti)- ma i docenti che entrano in classe ogni giorno non considerano il proprio lavoro “poco importante eo poco delicato”. E se non veniamo considerati al pari dei medici o degli avvocati, pur avendo studiato quanto loro, è solo perché continuiamo a venire definiti “incapaci e fannulloni” da persone che forse non hanno il diritto di giudicare.
Invitiamo il Dr. Oliva ad informarsi meglio prima di fare certe affermazioni: l’anzianità di servizio, pur essendo parte integrante del punteggio in graduatoria, non è la sola voce: forse il Dr. Oliva non sa che l’ultimo decreto sulle Graduatorie ad Esaurimento (2007) ha messo un tetto al punteggio relativo ai titoli, ignora anche che i corsi di formazione per docenti, quello per l’uso della LIM, per esempio o quello per l’e-learning, erogati da università note (Cattolica e Statale) valgono zero punti in graduatoria, ciò nonostante vengono frequentati anche dai precari perché formarsi non è solo una questione di punti.
Immaginiamo comunque che anche il Dr. Oliva , prima di diventare presidente dell’Associazione TreLLLe abbia fatto un minimo di gavetta, magari non da precario, e che si trovi, oggi, a considerare la sua “anzianità sul campo”e  la sua esperienza, come una risorsa piuttosto che un difetto: non è chiaro quindi perché l’anzianità di servizio debba essere considerata un demerito, o forse lo è solo nel mondo della scuola? O lo e solo per quei precari che insegnano da 10, 15 anni?
Possibile che il Dr. Oliva non sappia che i precari entrano in ruolo attraverso regolari concorsi? Che non sappia che i corsi abilitanti non sono delle sanatorie (ne ha forse frequentato qualcuno?) e perché non commenta sugli avvocati (professione delicata) che si spostano al Sud per ottenere un’abilitazione e riescono anche a diventare ministri?
E ancora il Dr. Oliva è consapevole del fatto che “l’esercito di disoccupati di riserva” è quello che permette, ogni anno, il regolare svolgimento delle lezioni? Perché, se davvero gli insegnanti sono “troppi”, vengono assunti (e poi licenziati) migliaia di precari ogni anno? Forse perché ci sono tanti alunni, e classi che resterebbero diversamente scoperte?
I precari e gli insegnanti in genere possono anche essere considerati dalle persone come il Dr. Oliva dei frustrati e degli “sfigati”, ma gradirebbero sicuramente che, chi copre una carica così importante come la presidenza di un’Associazione e  per tranto trova ampio spazio sui giornali, parlasse a ragion veduta e non si limitasse a citare solo luoghi comuni per screditare una categoria che, lui per primo, considera, evidentemente, pari a zero. A meno che la “Mission” della TreLLLe non sia semplicemente buttare fango sul prossimo.

venerdì 3 settembre 2010

IL MINISTRO GELMINI E I PRECARI- UN RAPPORTO BURRASCOSO


La stampa  di oggi lascia ampio spazio alle dichiarazioni del Ministro, che pur non volendo incontrare i precari che protestano, cerca di dare risposte con la sua conferenza stampa. Il Ministro  sostiene di non volere un incontro, perché di fatto la protesta no ha basi solide "ancora i precari non sanno se non avranno un lavoro", noi  sappiamo, però,  che sicuramente saremo precari per un altro anno.
"Ripartire dal merito, cancellare gli effetti deleteri del ’68, impostare una linea di rigore educativo, razionalizzare la frammentazione degli indirizzi nelle scuole superiori, rilancio dell’istruzione tecnica e professionale. Ma anche stop a ogni forma di strumentalizzazione politica delle tensioni sindacali, per impostare un «confronto» fondato sulla «chiarezza», «nell’interesse di tutti... 230 mila precari sono un un numero spaventoso, frutto di politiche disinvolte», che hanno «distribuito posti di lavoro nel mondo della scuola, dei quali non aveva bisogno e, soprattutto, che non era in grado di sostenere finanziariamente»"
Sulla carta il Ministro auspica un "confronto fondato sulla chiarezza" ma di fatto lo evita. Forse pensa che chiarezza sia sinonimo di condivisione,  ma un confronto nasce anche se c'è una diversità  di opinione. 
La cosa più ridicola e triste allo stesso tempo è che chi protesta, chi esprime un'idea diversa, chi cerca di far valere le proprie ragioni viene definito "strumentalizzato politicamente". 
Come se ognuno di noi non avesse una propria mente, una propria etica e una propria morale; come se, alla mia reverenda età, non sapessi dare un'interpretazione personale di quello che sta succedendo, come se mi lasciassi influenzare da questa o quella forza politica. 
Il Ministro deve  difendere il suo operato e quello del suo partito. Questo lo posso capire. Ma cerchi di farlo almeno con dignità, non pestando i piedi come  un bambino a cui è stata rovinata la festa.

giovedì 2 settembre 2010

La Gelmini si difende: «Ereditato un numero spaventoso di precari»



Nessuna novità nella conferenza stampa tenuta dal nostro Ministro per l'inizio del nuovo anno scolastico...i soliti commenti sui "precari" strumentalizzati, sulla demagogia e sul budget del Ministero che serve al 97% per pagare i docenti.....possibile che non le venga in mente qualche altra scusa?  Perché non spiega come mai le assunzioni autorizzate sono solo sul 25% dei posti disponibili? E'ovvio che trovi difficile giustificare il suo operato, ma francamente ci si aspetterebbe che il Ministro rinnovasse il suo "repertorio".
La protesta dei precari non è legittima :  «Non incontrerò i precari. Anche perché ad oggi non sappiamo nemmeno chi ha perso realmente il posto. Le persone che protestano lo fanno senza essere state ancora escluse». Ovvio che non sappiamo se siamo stati esclusi, le nomine a Milano sono ferme alla primaria e all'infanzia. Quindi? Tutto normale? Ci spiace che le proteste diffuse in tutta la penisola, rovinino il suo inizio di anno scolastico, il primo della sua "meravigliosa" riforma. Ci spiace che i telegiornali e i giornali  si lascino strumentalizzare e non parlino della scuola come il "meraviglioso" mondo che il Ministro continua a descrivere.