giovedì 6 settembre 2012

IL REGISTRO ON LINE

Tra le novità del nuovo anno scolastico, grazie alla "spending review" nelle scuole arriverà il registro on line. Per una come me,  per la quale la tecnologia significa futuro, è una gran bella notizia. Quindi mi sono informata, non si sa mai, non vorrei arrivare il primo giorno di scuola e non essere in grado di utilizzarlo; ho scoperto che per ora utilizzeremo anche il registro cartaceo, faremo quindi una doppia registrazione, in modo di poter correggere eventuali errori e studiare strategie provando sul campo. 

Come ho detto, amo le innovazioni, e credo davvero che tutti noi docenti dovremmo un pò "svecchiarci" e diventare più tencologici; detesto però le cose fatte in fretta, senza programmare  e senza considerare gli eventuali problemi.

In una scuola come la mia, con 34 consigli di classe e più o meno 100 docenti,   attivare il registro on line significa investire come minimo per  34 postazioni computer aggiuntive (una per ogni classe), garantire una connessione internet in grado di sopportare la connessione contemporanea dei computer di cui sopra, in aggiunta a quelli dei laboratori già esistenti, che sono utilizzati per la didattica e che non sono pochi.

Inoltre, considerando che nessuno del corpo docente può essere considerato un "nativo digitale" per quanto le nostre abilità tencologiche siano di vari livelli, diventa assolutamente necessario organizzare dei corsi di formazione. 

Navigando in rete, per meglio capire il progetto del registro elettronico, ho trovato poco o nulla, se non la notizia che "il registro elettronico non deve prevedere ulteriori "oneri" ma utilizzare le risorse esistenti". 
A questo punto immagino che passeremo le nostre ore buche in aula di informatica o in sala professori a cercare di aggiornare il registro on line,  prendendo prima appunti sul tradizionale registro cartaceo, sempre che il software che comunque le scuole dovranno acquistare sia disponibile, funzionante e funzionale.

Adoro la tecnologia, un pò meno la sperimentazione.

venerdì 31 agosto 2012

CIAO, VACANZE!

Bello ricominciare, bello tornare alla vita di sempre, anche se significa lavoro per un altro anno. Le vacanze ricaricano lo spirito e riducono lo stress, ma se sono troppo lunghe nutrono la noia. 
Le notizie, per il mondo della scuola non sono le migliori: le nomine dei Dirigenti Scolastici per la Lombardia sono state bloccate dal Consiglio di Stato, oggi si dovrebbero concludere le nomine in ruolo per i docenti, e settimana prossima dovrebbero iniziare le nomine di supplenza... tutto come sempre, nessuna novità di rilievo. Se va bene, per la fine del mese, saremo tutti in cattedra, lontani gli anni in cui il primo settembre anche i supplenti partecipavano agli esami di riparazione. 
L'unica novità, annunciata dal Ministro Profumo è il nuovo concorso per insegnanti... forse il Ministro ha deciso che è arrivato il momento di fare qualcosa... ma un concorso? 
Il bando non è ancora uscito, quindi credo sia necessario aspettare tutti i dettagli, prima di criticare, ma... pensando alle graduatorie che traboccano di precari, è normale chiedersi "perchè un concorso?". Per "ringiovanire" la scuola, così almeno hanno commentato alcuni giornali... Ma da quanto si legge, tra i requisiti di accesso c'è l'abilitazione all'insegnamento, che i giovani laureati non hanno... ben venga il concorso quindi, se rappresenta una possibilità in più  per chi da anni offre il suo servizio allo stato e dallo stato viene regolarmente licenziato ogni fine giugno... 
Sarà così? Perché è così difficile crederlo?
 






Indietro nel tempo... indimenticabile

mercoledì 27 aprile 2011

IN ATTESA DEL DECRETO GRADUATORIE


Rimuovere il pensiero non è servito a nulla... puntuale (si fa per dire) come un orologio il decreto è in arrivo! Le anticipazioni, i commenti, il dilemma "pettine sì-pettine no" ne hanno preannunciato l'arrivo: quindi? presto saremo chiamati a compilare i "fantastici" moduli: quanti di noi avevano sperato di non compilarli più? Dovrebbe essere diventata routine, invece resta sempre un'operazione che provoca ansia. Non tanto per la compilazione vera e propria (se sbagli rischi  di non essere inserito, di dover fare ricorso in tempi strettissimi e in un periodo - fine scuola- in cui il tempo sfugge tra le dita) ma per l'attesa che diventa parte fondamentale di tutta l'operazione, soprattutto a Milano, dove le domande di inserimento/aggiornamento sono sempre moltissime. Il decreto non è ancora uscito, si parla dei prossimi giorni, poi ci saranno 30 giorni per la compilzaione delle domande, diciamo fine maggio: due mesi per la pubblicazione mi sembra un tempo necessario (almeno per Milano) questo significa che i ricorsi saranno possibili  tra luglio e agosto (periodo ideale)... 
Le anticipazioni sul decreto parlano della possibilità di cambiare provincia, inutile farsi illusioni pensando che nessuno si trasferirà su Milano....prima che le graduatorie diventassero  ad "esaurimento" (per finta ovviamente, visto che dal 2011 torneranno ad essere soltanto da esaurimento) i trasferimenti su milano per la mia classe di concorso erano esattamente pari o di poco inferiori al numero delle immissioni in ruolo.... non ci sono ragioni per pensare che questa volta sarà diverso....
Il nostro Ministro ha affermato di voler coprire tutti i posti vacanti, non è chiaro se si tratti della solita "favola" pre-elettorale o di un tentativo di arginare la marea di ricorsi sulla reiterazione dei contratti ai precari. 
Non ci resta che aspettare la pubblicazione ufficiale del decreto prima, e la pubblicazione delle graduatorie poi, senza però farci troppe illusioni.



lunedì 20 settembre 2010

L'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DELLA LOMBARDIA DICHIARA:


Leggo il comunicato stampa dell'Ufficio Scolastisco Regionale della Lombardia e pur trovandomi in accordo con qualche passaggio, non posso fare a meno di sottolinare quanto segue:
- Le sedi provinciali hanno proceduto ad assegnare tutti gli incarichi di docenza, compresi quelli di supplenza, prima dell’inizio delle lezioni.   
Mi risulta che a Milano le nomine più recenti abbiano avuto luogo il 16 settembre, secondo il calendario pubblicato dall'Ufficio Scolastico Provinciale, le cattedre assegnate in tale data non erano proprio un paio, certo forse non molte in percentuale, ma pur sempre tante.
-E’ strumentale la polemica sulle classi che presentano numerosità eccessiva: le classi con alunni superiori a quanto previsto dalla norma sono una dozzina su 52.000 classi totali. Si precisa che l’Ufficio Scolastico Regionale ha fornito in tempo utile ai dirigenti delle scuole le necessarie istruzioni in merito ai criteri di accettazione delle iscrizioni e alle conseguenze di eventuali inadempimenti o deroghe. 
Non sono certa che la polemica sulle classe numerose sia strumentale: probabilmente le polemiche non si basano sulle classi con un numero di alunni superiore a quanto previsto dalla norma, ma si riferiscono alla norma stessa; volutamente il comnicato stampa non indica il numero "previsto" (non meno di 27 e non è ben chiaro non più di quanti). E' vero che l'Ufficio in questione ha formnito norme e istruzioni relativamente all'accettazione di iscrizioni, infatti in tante scuole alunni non promossi a settembre si sono visti rifiutare la possibilità di iscriversi nuovamente, proprio grazie alle possibili "conseguenze di eventuali adempimenti".  
Mi sembra di capire che, quindi, nella nuova scuola del Ministro Gelmini, se per caso  si perde un anno, è lecito e normale che ci ritrovi a dover cambiare scuola, questo solo perchè le classi sono talmente piene  che un'iscrizione forzatamente tardiva diventa impossibile. E se le classi sono strapiene in tutte le scuole? Cosa potrà fare l'alunno che non è stato promosso? Trasferirsi  ovunque accettino la sua iscrizione?   Prendersi un anno sabbatico? Abbandonare gli studi? (alla faccia della lotta alla dispersione). Certo, lo studente poteva pensarci prima, studiare di più, impegnarsi al meglio, ma se non l'ha fatto, il dover ripetere non è già una punizione sufficiente? Deve anche essere penalizzato sulla scelta della scuola?
Sono sicura che l'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia abbia fatto del suo meglio per affrontare l'arduo compito delle nomine, in un anno scolastico  comunque nato all'insegna dei ritardi. Per quanto riguarda Milano forse si poteva fare meglio, soprattutto riguardo alla "metodologia di comunicazione"; forse non ci sono state cattedre "fantasma" come qualcuno ha pensato di insinuare, ma obiettivamente i documenti indicanti le disponibilità delle cattedre, pubblicati ufficialmente sul sito dell'USP di Milano, contenevano davvero molti errori. 
Errare è umano e pertanto accettabile. Credo sia invece pretestuoso accampare scuse e definire strumentale qualsiasi tipo di protesta.

domenica 19 settembre 2010

GELMINI: I PRECARI NON SONO RESPONSABILTA' DI QUESTO GOVERNO


Al convegno del PDL del Veneto il nostro Ministro ha ribadito il concetto che il problema del precariato risale agli anni 80 e di conseguenza non è responsabiltà del governo attuale. Insiste nel pensare che la gente non sia in grado di pensare e soprattutto di non fare due più due...... Mi sembra ovvio che se anzichè assumere, questo governo si limita a tagliare, e a tagliare alla grande, il numero dei precari sia di conseguenza in aumento. Quindi, forse il precariato non è stato creato da questo governo, ma sicuramente questo governo no ha fatto NULLA per favorire l'occupazione, soprattutto nel settore della scuola, anzi ha fatto esattamente il contrario. Nessuno mette in dubbio che la crisi economica abbia un'influenza negativa in ogni settore lavorativo ma è palese che  la scuola del Ministro Gelmini risulti la peggiore degli ultimi anni. 
Continuo a leggere che il rapporto alunni/docenti  è pari a 1 a 10, vorrei capire come si arrivi a questo risultato visto che nelle classi della mia scuola gli studenti variano da 27 a 34; forse insegno nella scuola sbagliata?  So che il conto viene fatto calcolando anche i docenti di sostegno, che in effetti dovrebbero essere considerati a parte. Ma il Ministro crede davvero che tutti si bevano le sue favolette? 
Capisco che non sia in grado di ribadire, di argomentare, anche perché negare l'evidenza non è compito facile, ma forse tacere sarebbe una soluzione migliore.